

Niente musica staseraNiente musica stasera, l ho chiusa nel cassetto. Solo i miei pensieri uno di fianco all altro che si danno la mano e aspettano. È incredibile come a volte scriverti mi sembri più reale che parlarti, ma la retorica di basso gusto già nell orecchio ha il sussurro di quell anelito che chiede cos è reale?. Pensavo che fosse reale quella foto che non mi hai mai dato ma che ogni sera contemplo come se l avessi davanti a me nello spazio tra gli occhi e che prima di chiuderli sbirciavo con un sorriso, pensavo fosse reale quel canto a bocca chiusa gorgheggiante di profumo che udivo neNiente musica stasera


Corruptio Optimi PessimaTutto ha per me perso senso. Più non sento i ferri che straziano le mie carni, le catene che mi imprigionano sono bende di seta, il boia è muto nelle sue grida. In questa cella vuota, in silenzio trascorro i giorni nutrendomi unicamente di ricordi.Corruptio Optimi Pessima
Tutto nella mia mente si trasforma. Tutto è allegoria di qualcos'altro. La mia perdizione fu invece una parodia di quel me stesso che sarei dovuto diventare. Non chiesi grazia a Cesare ma resi grazie a Giove per avermi fatto il più misero dei miseri. Da quel momento non ho più tentato di penetrare il mistero del capriccio divino, ma neppure mi sono arreso. Ho scelto di prostrarmi e servire l


La TangueiraSembra incredibile eppure me lo ricordo ancora. E non è un ricordo confuso con tutti i colori sbagliati, è come se una parte di me fosse ancora lì. Avrò avuto circa dieci anni e già ero alto poco meno di adesso, non ero da solo ma con Josè, che a sua volta era venuto accompagnato dal fratello maggiore. Eravamo una strana combriccola, la gente vedendoci passare era sempre indecisa se sorriderci o prenderci in giro. Faceva un caldo infernale, quello me lo ricordo bene anche perché la stanza era piccola e dannatamente affollata. Erano tutti lì per lo stesso motivo (ed ora scopro che anch’ io a mia insaputa rientravo nel numero)La Tangueira


Te Deseo Y Te EsperoSono le sere come questa, una sola luce accesa contro la notte che striscia in camera, la scrivania vuota nel disordine, una mano che tiene il foglio e l’altra che non ha pace, uno sguardo fugace oltre la ringhiera per cercare gli alberi che non trovo più dove li ricordavo, qualcosa da bere tra il dolciastro e l’amaro, il telefono di fianco perché non conosco il giorno né l’ora, dietro la musica giusto per non essere assordato dai pensieri che si accalcano nella penna, tra l’indice ed il medio la meravigliosa impalpabilità di una sigaretta che lentamente si traduce in sbuffi e volute di fumo denso, il tuo nome in testa che si ripete all’infinTe Deseo Y Te Espero